Quella BOTTIGLIA
dedica di Carmelina Rotundo Auro
agli studenti del mio primo anno all'Università Scienze della Formazione Primaria al Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira dove al piacere della convivialità, si è aggiunto il dialogo sull’intercultura con studenti provenienti da diversi paesi del mondo, in prevalenza dall’ Africa, che avevano frequentato corsi d’italiano al Centro in via De' Pescioni n 3 a Firenze .
L ’aspettavamo un po’ tutti questa serata insieme che ci portava a trascorrere un momento al di fuori, ma vicinissimo anche geograficamente al luogo dove avevamo trascorso il nostro primo anno all’Università, Scienze della formazione primaria ( allora in via del Parione in uno storico edificio con il chiostro e il pozzo con delle aule a cui si accedeva salendo scale rocambolesche che spavaldamente avevo salito negli anni degli studi alla facoltà di lingue e letterature straniere per i corsi di un mio grande maestro l'ispanista Oreste Macri' e che ora, a distanza di quasi 25 anni, mi apparivano difficoltose da affrontare).
Entusiasmo, la passione per l'insegnamento e il fantastico primo gruppo di Tutor di 31 insegnanti (che negli anni si rivelarono come i migliori colleghi con i quali potermi relazionare e inventare un nuovo percorso didattico-umano Gianluca Perticone, Lia Martini, Gino Piagentini il nostro coordinatore e molti altri che non elenco, ma sempre presenti nel mio cuore ) mi permisero in parte di superare le difficoltà pratiche.
Gli studenti affidati a me sarebbero divenuti insegnanti, professione che io avevo entusiasticamente abbracciato il 1° Ottobre 1973 e le cui "gesta" avrei raccontato a loro i futuri docenti appena diplomati, (ma che dal 2001 avrebbero dovuto conseguire la laurea).
Ricordi, ma soprattutto quel travolgente entusiasmo dell’età degli studenti, mi aveva
riportato indietro nel tempo, di nuovo giovane, perciò avevo scritto:
"Daccapo a scuola".
Stasera 28 Maggio eravamo insieme al Centro internazionale Studenti Giorgio La Pira, Lucio aveva intercesso per noi per avere questa prestigiosa sede per una sera davvero speciale. Antipasti squisiti ed insoliti, torte salate. davvero prelibate e piacevoli a vedersi, pasta al pesto, dolci di ogni tipo e gusto: dai “cantuccini ” ai “ brutti e buoni” del forno Mattei originali pratesi, incartati in azzurro, il buon buccellato di Lucca, vino e vinsanto genuini dalla cantina del nonno di Martina, tra noi Marco e la signora, Paolo l’obiettore che ha rinunciato al suo giorno libero per aprire il Centro, usualmente il Venerdì chiuso, Roberto dal Perù che svolge un master con il prof. Cambi a Scienze della Formazione.
Patrizia che “sopporta” il peso del mio desiderio di comunicare e che insieme a Roberto mi consiglia e mi guida via etere…
...allora avrei voluto rubare tutti gli orologi del mondo per impossessarmi di questo tempo che fugge e restare qui tra un brindisi ed un sorriso continuando quel dialogo che tanto mi aveva dato.
Il "volo" nella sala Teatina inaspettato, ma in fondo molto gradito con loro gli studenti che mi sollevano per farmi volare in aria e poi riprendermi per un gioioso saluto e la passeggiata nella tarda serata per raggiungere la macchina di AndreaDavid, siamo quasi alla fine di questo anno accademico: gli orologi del tempo nessuno ha potuto fermarli.
La serata.
Non c’erano ne’ musiche ne’ balli o personaggi famosi da vedere; l’avevamo ideata noi del gruppo della Formazione pPrimaria.
Fantasia, allegria,
c’è qualcosa che corre
sullo stesso filo, perché
la presa è proprio quella giusta
ed insieme stiamo proprio bene
così semplicemente.
Ero partita per andare a trovare una bottiglia, la più bella, la più fantasiosa, la più colorata che fosse mai stata realizzata a Murano. all’isola di Venezia. Un viaggio durato, una notte di sole ed un giorno di luna che mi aveva condotto a veder foggiare con la potenza del fuoco la più trasparente, la più resistente. la più incredibile bottiglia che mai Maestro vetraio avesse creato
La data precisa del viaggio non l’avevo voluta segnare anche se sono certa che doveva risalire proprio al periodo in cui stavo per iniziare l’avventura all’Università: Facoltà Scienze della Formazione Primaria
Un viaggio alla ricerca di un oggetto speciale che potesse contener e far trasparire tutte quelle
parole, dialoghi del gruppo dei giovani con i quali avevo avuto la ventura di condividere questo tempo: desideri di voli, delicatezze e bellezze di petali di fiore, qualche spina, caleidoscopio di
colori.profumi e riflessi d’Arno su dalle finestre dell’aula D, suoni ed immagini nell’aula C…
Ricerche, dibattiti, discussioni, scambi di idee, realizzazione di lavori comuni che avevamo deciso di condividere anche con un incontro conviviale approdando al Centro Internazionale Giorgio La Pira.
Una serata ”reale” questa del 28 maggio in cui alle delizie del palato si andavano
aggiungendo tante altre cose che fuoriuscivano da quella bottiglia tanto reale quanto magica: profumi, essenze d’oriente, petali di fiori, colori, luci, emozioni fragilissime e pur
così potenti, capaci di farci volare ( che bello questo abbraccio di studenti e studentesse che mi alzano in volo ) insieme e soli ci immergiamo in azzurri per rafforzarci nella convinzione che
l’insegnare è una missione ardua avventurosa appassionante per cui accanto alla mente
deve palpitare il cuore e non basta il coraggio, la fantasia, la ..
Quest’anno accademico volge al termine con la speranza di mettere chissà quali altri messaggi nella nostra bottiglia affidandoli a voi tutti e nel confronto aperto e sincero fare nascere nuovi germogli, fiorire altri fiori, scoprire orizzonti oltre essere noi stessi, stare bene con gli altri...
...mi meraviglio ancora quando accanto al nastro d’asfalto
ad ogni primavera vedo fiorire nuovi germogli.
Uno studente, Fabio Vivarelli, al primo anno di Scienze della Formazione primaria, così si è espresso in risposta ad una delle domande formulate nel questionario di fine corso 2003-2004:" la Tutor nelle prime lezioni poteva apparire una professoressa come tante, ma se l'anno scolastico si è concluso col suo lancio in alto da parte di tutto il gruppo, tale azione deve pure avere un significato?! Non interpretatelo in malo modo, poiché la professoressa è stata a tutti gli effetti attenta alle nostre esigenze scolastiche ed extra scolastiche, Per me il tirocinio non è stato un ulteriore impegno universitario, ma bensì un momento nel quale affrontare l'apprendimento in modo diverso"... anni dopo ho pensato ma chi fanno "volare" ? Mi sono risposta:
" fanno volare star del cinema, della musica, dello spettacolo, dello sport, io avevo ricevuto quell'onore semplicemente perché insegnante !!!
Il secondo anno lo celebreremo alla Fondazione Il Fiore dove il grande -indimenticabile Poeta Alberto Caramella ci ha magistralmente intrattenuto sulla poesia nella sede meravigliosa - trasparente sulle colline.
Carmelina Rotundo Auro
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